Recccenzioni
Bene, bene, esiste forse momento migliore per riprendere contatto continuativo con la sana lettura di ottimi libri che: il tepore del sole, la comodità di un lettino, il piacere della calda sabbia sotto i piedi, e un paio di centinaia di bei culetti abbronzati che girano sculettanti per la spiaggia ?
Assolutamente no, e infatti ecco che in 10 giorni di cazzeggio posso dedicarmi alla lettura di qualche buon romanzo, senza distrazioni particolari (a parte quel centinaio di culi, ma vabbè … guarda e passa e non ti curar di loro).
A OVEST DI ROMA di John Fante
Voto 8,5
Contiene 2 racconti:
“Il mio cane stupido” e “L’orgia”
Nel primo racconto, il secondo alter
ego di Fante (secondo in ordine di
preferenza dell’autore; il primo è
infatti senza dubbio Arturo Bandini
presente in tanti altri romanzi dello
scrittore italo americano) Henry Molise, scrittore cinquantenne in carenza di vena letteraria, trova un enorme orso, capra, o forse è un asino, ma no dai, è solo un cane !! un enorme Akita di oltre 60 chili felicemente appisolato nel giardino della sua grottesca villa a forma di Y abbarbicata sulla calda costa della California. Il bestione finirà per condizionare (irrimediabilmente??) la vita già fracassonata dell’umanissimo (come sempre sono i personaggi di Fante) Henry Molise, portandolo sull’orlo di una divertentissima crisi familiare, nella quale i 4 figli e la moglie lo metteranno davanti alla fatidica scelta “o il cane o me”. Quale scelta compirà il buon Fante ? Ovviamente il cane, e pure qualcos’altro ……
Ne “L’orgia” un Fante ancora ragazzino lavora come aiutante del padre muratore. Un bel giorno il capo manovale del cantiere, un enorme “negro” di nome Speedy, regala al padre di Fante il certificato di possesso di una fantomatica miniera d’oro in Colorado. Così i 2 (padre e figlio) ed un ateo “amico” e collega del padre, partono alla scoperta del filone giallo …………
FULL OF LIFE di John Fante
Voto 9,5
Fantastico romanzo ultra autobiografico (come d’altronde tutti i romanzi di Fante), spaccato di vita vera e vissuta. Un Fante trentenne, convivente e finalmente benestante grazie al successo delle sue richiestissime sceneggiature televisive, sta per diventare padre. Ma …… il pavimento in legno della cucina della sua bellissima villetta di Los Angeles crolla inspiegabilmente a causa dei tarli.
Chi altri potrebbe riparare il danno se non il “miglior muratore della California”, e cioè il padre Nick Fante ? Padre e figlio si trovano così per l’ennesima volta uno di fronte all’altro, combattuti fra l’amore/odio che li lega, la smodata voglia del padre di avere un nipote maschio che continui la gerarchia dei Fante, e quella diversità totale, ma pure straordinaria somiglianza che li rende costantemente l’uno dipendente dall’altro. La mistica conversione al cattolicesimo della moglie, fino a prima della gravidanza completamente atea, dà ulteriore sprint al romanzo, per il quale esiste una sola parola che possa adeguatamente descriverlo: bellissimo !
Ancora una volta John Fante stupisce per la semplicità dei suoi racconti, la fluidità della sua penna, ma soprattutto per la facilità con la quale riesce a trasmettere emozioni semplicemente parlando di normalissime, umanissime, e pertanto vivibili e condivisibili da tutti i lettori, situazioni di Vita …di Vita Piena.
ZUCCHERO DI CANNA di Simone Salomoni
Voto 5 (di incoraggiamento)
Il giovane autore bolognese, al suo primo romanzo, condensa in un solo libro quel paio di milioni di stramaledetti stereotipi visti e rivisti, triti e ritriti: (1) il protagonista è il giovane rampollo figlio del solito ricco imprenditore tutto lavoro e tutto soldi. (2) Ovviamente non ama il vil denaro, ma anzi pensa ai più alti valori della poesia e della musica. (3) Però, vive in un lussuosissimo appartamentino in Strada Maggiore (pieno centro di Bologna) pagato dal padre preoccupatissimo del fatto che quel discolo del figlio pensi più a cantare in un gruppo rock che a fare soldi. (4) Convive con una ricchissima e stupenda ragazza coetanea, che però è ovviamente lesbica, con la quale dorme spesso nudo ed abbracciato. (5) Fuma erba (che orribilmente chiama DROGA) con la quale trova ispirazione e si insinua nei meandri della sua fragile e perseguitata mente afflitta dai rimorsi e dai sensi di colpa. (6) Si erige a portabandiera della cultura giovanile borghese sfoderando testi di canzoni da capogiro, grazie alle quali il suo gruppo rock viene scritturato da un produttore discografico. E insomma, il classico eroe buono, di bell’aspetto ma non troppo (lui piace per quello che pensa, per ciò che scrive, per le sue espressioni pensose e penose classiche di chi vive eterni conflitti interiori pensando a quanto fa schifo il mondo), sfonda nel “panorama” con il suo gruppo Rock & Roll, fuma erba etc ….. in poche parole sembra di leggere il testo di una canzone delle Vibrazioni.
Sulla scia dei grandi classici della cultura giovanile (il giovane Holden, e perché no Jack Frusciante), non riscopre niente di nuovo, ed anzi, cerca di creare un antieroe, salvo poi dipingere un classico modello, un clichè di cui nessuno sentiva la mancanza, e rendendo pertanto “Zucchero di Canna” un romanzo per adolescenti. L’autore si salva grazie alla sua scrittura scorrevole, priva di turpiloqui, e sufficientemente ben descrittiva.
Lo aspettiamo al varco con il suo secondo romanzo, nel quale, se abbandonerà quella filosofia spicciola medio borghese, e saprà essere stimolante in modo originale e stravagante, allora potremmo sperare in qualcosa di valido. La classe non gli mancherebbe, per le idee …. beh, si può fare meglio.
FATHERLAND di Robert Harris
Voto 8,5
Berlino, Aprile 1964. Hitler ha vinto la seconda guerra mondiale; la Germania è un unico grande paese che si estende fino a Mosca; il resto dell’Europa è praticamente assoggettato al potere nazionalsocialista.
Xavier March, detective della Kriminalpolizei, si trova davanti a quello che a prima vista è un semplice omicidio, ma che in realtà nasconde un colossale giro di corruzione e di polverosi scheletri da armadio. Indagando, senza peraltro curarsi dei sempre più insistenti tentativi di depistaggio e minacce da parte della Gestapo, il protagonista solleverà un polverone tale da rischiare di compromettere addirittura l’imminente e distensiva visita a Berlino del Presidente degli USA, portando alla luce quello che fino ad allora tutti sospettavano ma di cui nessuno sapeva nulla: l’Olocausto.
In un susseguirsi di incredibili colpi di scena, il romanzo giunge al suo naturale, ma assolutamente NON scontato, epilogo, trasmettendo volutamente al lettore un senso di grigiore e di disperazione sociale.
L’atmosfera è assolutamente coinvolgente, la penna scorre rapida ed eloquente, la storia è assolutamente bizzarra ed estranea alla tradizione. Insomma, che altro dire se non …. un gran bel libro.
Buona lettura a tutti !!! E occhio a quel centinaio di culetti ……
Assolutamente no, e infatti ecco che in 10 giorni di cazzeggio posso dedicarmi alla lettura di qualche buon romanzo, senza distrazioni particolari (a parte quel centinaio di culi, ma vabbè … guarda e passa e non ti curar di loro).
A OVEST DI ROMA di John Fante
Voto 8,5
Contiene 2 racconti:
“Il mio cane stupido” e “L’orgia”
Nel primo racconto, il secondo alter
ego di Fante (secondo in ordine di
preferenza dell’autore; il primo è
infatti senza dubbio Arturo Bandini
presente in tanti altri romanzi dello
scrittore italo americano) Henry Molise, scrittore cinquantenne in carenza di vena letteraria, trova un enorme orso, capra, o forse è un asino, ma no dai, è solo un cane !! un enorme Akita di oltre 60 chili felicemente appisolato nel giardino della sua grottesca villa a forma di Y abbarbicata sulla calda costa della California. Il bestione finirà per condizionare (irrimediabilmente??) la vita già fracassonata dell’umanissimo (come sempre sono i personaggi di Fante) Henry Molise, portandolo sull’orlo di una divertentissima crisi familiare, nella quale i 4 figli e la moglie lo metteranno davanti alla fatidica scelta “o il cane o me”. Quale scelta compirà il buon Fante ? Ovviamente il cane, e pure qualcos’altro ……
Ne “L’orgia” un Fante ancora ragazzino lavora come aiutante del padre muratore. Un bel giorno il capo manovale del cantiere, un enorme “negro” di nome Speedy, regala al padre di Fante il certificato di possesso di una fantomatica miniera d’oro in Colorado. Così i 2 (padre e figlio) ed un ateo “amico” e collega del padre, partono alla scoperta del filone giallo …………
FULL OF LIFE di John Fante
Voto 9,5
Fantastico romanzo ultra autobiografico (come d’altronde tutti i romanzi di Fante), spaccato di vita vera e vissuta. Un Fante trentenne, convivente e finalmente benestante grazie al successo delle sue richiestissime sceneggiature televisive, sta per diventare padre. Ma …… il pavimento in legno della cucina della sua bellissima villetta di Los Angeles crolla inspiegabilmente a causa dei tarli.
Chi altri potrebbe riparare il danno se non il “miglior muratore della California”, e cioè il padre Nick Fante ? Padre e figlio si trovano così per l’ennesima volta uno di fronte all’altro, combattuti fra l’amore/odio che li lega, la smodata voglia del padre di avere un nipote maschio che continui la gerarchia dei Fante, e quella diversità totale, ma pure straordinaria somiglianza che li rende costantemente l’uno dipendente dall’altro. La mistica conversione al cattolicesimo della moglie, fino a prima della gravidanza completamente atea, dà ulteriore sprint al romanzo, per il quale esiste una sola parola che possa adeguatamente descriverlo: bellissimo !
Ancora una volta John Fante stupisce per la semplicità dei suoi racconti, la fluidità della sua penna, ma soprattutto per la facilità con la quale riesce a trasmettere emozioni semplicemente parlando di normalissime, umanissime, e pertanto vivibili e condivisibili da tutti i lettori, situazioni di Vita …di Vita Piena.
ZUCCHERO DI CANNA di Simone Salomoni
Voto 5 (di incoraggiamento)
Il giovane autore bolognese, al suo primo romanzo, condensa in un solo libro quel paio di milioni di stramaledetti stereotipi visti e rivisti, triti e ritriti: (1) il protagonista è il giovane rampollo figlio del solito ricco imprenditore tutto lavoro e tutto soldi. (2) Ovviamente non ama il vil denaro, ma anzi pensa ai più alti valori della poesia e della musica. (3) Però, vive in un lussuosissimo appartamentino in Strada Maggiore (pieno centro di Bologna) pagato dal padre preoccupatissimo del fatto che quel discolo del figlio pensi più a cantare in un gruppo rock che a fare soldi. (4) Convive con una ricchissima e stupenda ragazza coetanea, che però è ovviamente lesbica, con la quale dorme spesso nudo ed abbracciato. (5) Fuma erba (che orribilmente chiama DROGA) con la quale trova ispirazione e si insinua nei meandri della sua fragile e perseguitata mente afflitta dai rimorsi e dai sensi di colpa. (6) Si erige a portabandiera della cultura giovanile borghese sfoderando testi di canzoni da capogiro, grazie alle quali il suo gruppo rock viene scritturato da un produttore discografico. E insomma, il classico eroe buono, di bell’aspetto ma non troppo (lui piace per quello che pensa, per ciò che scrive, per le sue espressioni pensose e penose classiche di chi vive eterni conflitti interiori pensando a quanto fa schifo il mondo), sfonda nel “panorama” con il suo gruppo Rock & Roll, fuma erba etc ….. in poche parole sembra di leggere il testo di una canzone delle Vibrazioni.
Sulla scia dei grandi classici della cultura giovanile (il giovane Holden, e perché no Jack Frusciante), non riscopre niente di nuovo, ed anzi, cerca di creare un antieroe, salvo poi dipingere un classico modello, un clichè di cui nessuno sentiva la mancanza, e rendendo pertanto “Zucchero di Canna” un romanzo per adolescenti. L’autore si salva grazie alla sua scrittura scorrevole, priva di turpiloqui, e sufficientemente ben descrittiva.
Lo aspettiamo al varco con il suo secondo romanzo, nel quale, se abbandonerà quella filosofia spicciola medio borghese, e saprà essere stimolante in modo originale e stravagante, allora potremmo sperare in qualcosa di valido. La classe non gli mancherebbe, per le idee …. beh, si può fare meglio.
FATHERLAND di Robert Harris
Voto 8,5
Berlino, Aprile 1964. Hitler ha vinto la seconda guerra mondiale; la Germania è un unico grande paese che si estende fino a Mosca; il resto dell’Europa è praticamente assoggettato al potere nazionalsocialista.
Xavier March, detective della Kriminalpolizei, si trova davanti a quello che a prima vista è un semplice omicidio, ma che in realtà nasconde un colossale giro di corruzione e di polverosi scheletri da armadio. Indagando, senza peraltro curarsi dei sempre più insistenti tentativi di depistaggio e minacce da parte della Gestapo, il protagonista solleverà un polverone tale da rischiare di compromettere addirittura l’imminente e distensiva visita a Berlino del Presidente degli USA, portando alla luce quello che fino ad allora tutti sospettavano ma di cui nessuno sapeva nulla: l’Olocausto.
In un susseguirsi di incredibili colpi di scena, il romanzo giunge al suo naturale, ma assolutamente NON scontato, epilogo, trasmettendo volutamente al lettore un senso di grigiore e di disperazione sociale.
L’atmosfera è assolutamente coinvolgente, la penna scorre rapida ed eloquente, la storia è assolutamente bizzarra ed estranea alla tradizione. Insomma, che altro dire se non …. un gran bel libro.
Buona lettura a tutti !!! E occhio a quel centinaio di culetti ……

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