07 luglio 2006

Quello che sei stato per me ….

… non lo potrò mai dimenticare.
Un amico vero, sincero, un fratello minore, spesso maggiore.
Mai mi sono sentito figlio unico da quando ti ho incontrato.
Se mi sentivo solo c’eri tu, con l’affetto smisurato, sempre pronto
a consolarmi, a darmi incondizionatamente, e senza bisogno di
riscontri, il tuo amore. Regalarmi una gioia, un momento di ilarità.
Con la tua semplicità, il tuo orgoglio, la tua saggezza infinita, quel
tuo modo semplice ma efficace di affrontare la vita.
Ricordo ancora quel giorno in cui un auto ti travolse a folle velocità.
Ricordo lo stridio dei freni sull’asfalto, ricordo il rumore sordo
dell’impatto, ti vidi scaraventato per metri, sentii un incontrollato
grido spaccarmi i polmoni, un senso assurdo di impotenza invadermi
l’anima.
Poi l’angoscia si trasformò dapprima in sorpresa vedendoti in piedi, e
poi divenne stupore e gioia nel mio cuore trovandoti incolume.
Che potenza! Che esempio di perfezione! Che persona!
Ma ora non ci sei più.
Ricordi quando mi lasciò la Mari? che momenti tristi e bui, che senso
di vuoto che provavo. Niente e nessuno fu in grado di consolarmi,
eccetto te. Si, tu c’eri, c’eri per davvero.
E come sempre senza chiedere nulla in cambio.
E le nostre passeggiate? Te le ricordi vero?
Con il sole, con la pioggia, con la neve. Con il caldo asfissiante o con
il freddo perforante, poco importava. L’importante era passeggiare
vicini, senza parlare, con i pensieri che se ne andavano liberi e leggeri.
E tutta la gente del quartiere? Te la ricordi?
Quanto ci ammiravano insieme, fieri e scanzonati, timidi e
solitari, decisi ed armoniosi. Tutti ci conoscevano. Tutti parlavano
di te. Persino i bambini ti salutavano per strada, le nonne e le mamme.
Eri così bello da fare invidia a Dio. Il pirata della Barca.
Ed io sempre al tuo fianco, ammirandoti ed essendo fiero di te, mentre
tu incurante continuavi la tua vita senza farci caso.
Ma ora tutto questo non esiste più.
Te ne sei andato senza fare proclami, come sempre del resto.
In silenzio, fiero ed orgoglioso come dal primo giorno, anche se
quello, sapevamo entrambi, sarebbe stato l’ultimo.
Ho tenuto il tuo viso fra le mie mani in quel preciso attimo, in quel
momento in cui il mondo ti ha detto “eri”.
Ti ho sentito mentre uscivi per sempre di casa. Ma non ho potuto fare
nulla per impedirlo. Impotente come sempre di fronte alla tua forza,
alla tua smisurata consapevolezza.
Mi ricorderò per sempre di te, amico mio. Sono sicuro che anche tu
non mi dimenticherai.
D’altronde se il mondo ti ha detto “eri”, io rispondo “sei”.
Io non ti sto lasciando, saremo sempre insieme.
Passeggeremo ancora vicini sotto la pioggia. Silenziosi e complici come
sempre, perché l’amore non si dimentica, l’amore non muore, e tu per
me non morirai mai. L’amicizia vive oltre la morte.
E non temere, perché tu sei IL MIO CANE, e lo sarai fino alla fine, e
queste tre parole significano molto.
Ricordalo per sempre. Non dimenticarlo mai.
E adesso vai! Corri per i verdi prati, vola agile sull’erba soffice e
pulita, taglia l’aria con la tua forza e respirane le essenze profumate.
Se ti fermi un instante ed ascolti bene potrai ancora sentirmi,
accompagnato dal vento, mentre da lontano scandisco il tuo nome
chiamandoti.
Ciao Axel, ciao amico mio.

1 mi hanno infamato:

Blogger cicciuzz dice che...

Ciao Axel, lo so che stai correndo veloce, e intanto sorridi.

10:59 AM  

Posta un commento

<< Home