18 luglio 2006

Manson spiega le ali

Adesso quando alzo gli occhi al cielo e guardo le nuvole, che sono li da sempre, vedo anche che questo cielo non è più quello di prima perché adesso so per certo che anche io li, ci sono sempre stato.

E tremenda la paura fino a che lucidamente razionalizzi ciò che stai per fare, ti prende allo stomaco, è una vera sofferenza e devi farti veramente violenza sapendo che stai per fare qualcosa che, apparentemente, il tuo corpo da bipede terreno e mortale, non è nato per fare……ma il tuo cervello si

La mattina è pessima . Prosegue infatti la scientifica e premeditata opera di distruzione del mio sistema nervoso iniziata il venerdi precedente con sclerate assurde e a random e cattiverie urlate come colpi di macete, per pura ripicca vista la conclamata impossibilità di “controllarmi”.
Ho l’umore nero e il morale a terra (!) per l’ennesima situazione di merda che mi si presenta in casa, ma oggi è IL GIORNO che ho aspettato da una vita e questo giorno, FOSSE L’ULTIMO SU QUESTA TERRA , non me lo rovinerà nessuno e per nessuna ragione al mondo : in fondo c’ho messo solo 40 anni per arrivarci, ad oggi…
Arrivano i ragazzi, sak , ciccio dentro una marea che già in lontananza ribolle di musica punk. Adatta al momento storico….
Max e l’Anto ripena li raccatteremo dopo poco vicino a casa mia

Si parte in un viaggio surreale verso Molinella, un viaggio che sembrava non avermi neanche come passeggero tanto ero assorto in pensieri già attorcigliati dalla tensione . La marea di sak arriva all’aeroporto verso le 10 praticamente da sola visto che sak, credo, stia più o meno come me . C’è un casino di gente e me ne aspettavo molto meno.
Parcheggiamo nell’ apparente calma e tranquillità di una splendida giornata di sole e senza vento, ma in realtà siamo tutti tesi come corde di violino

Siamo prenotati al terzo decollo che sarà verso le 11 - 11,30 e allora sempre con ostentata calma firmiamo la nostra bella assunzione di responsabilità ( della serie se gnicchi per qualsiasi ragione , son tutti cazzi tuoi…) due tiri ad un pallone, un caffè, pensieri di ogni tipo , paura ,crampi allo stomaco scekerati in un mix surreale di uno stato d’animo mai provato.
Nel frattempo ci ha raggiunto POL con tutta la famiglia. E cosi ci siamo tutti.
Per alimentare un po’ la tensione assistiamo ai primi due decolli con relativi atterraggi e noto che :
1) quelli bravi scendono a busso !!!
2) I tandem sono molto più lenti
3) TUTTI, giunti a terra, sono felici come bambini in un negozio di caramelle…

Tocca a noi, chiamano il 3° decollo, e ora si fa sul serio !!
Andiamo a prepararci, perdo di vista per un po’ gli altri due, sak e ciccio, che ritroverò dopo pochi minuti imbragati , mentre il mio istruttore , un simpatico pazzo che assomiglia zio Fester con “solo” 7.500 salti all’attivo, mi da le prime istruzioni sulla posizione da tenere in volo, sul modo di atterrare e su cosa succederà quando salteremo. Mi promette anche , “visto che sembro molto convinto ….“ un’uscita con capriola e discesa testa in giù……deglutisco, ostento sicurezza, sorrido, ma quanto mi sto cagando in mano lo so poi solo io, anche se non glie lo farò mai vedere….
C’è un’altro pazzo con me, quello che farà la ripresa video in volo un tizio con 9.500 lanci e una faccia da serial killer in mezzo a due deltoidi con i controcazzi e comincia la sua opera di solenne presa per il culo di tutti gli aspiranti suicidi, quali secondo lui sarebbero “tutti quei pazzi in testa” che si lanciano con il paracadute…

Un amichevole e familiare ambiente da caserma infarcito di bestemmie e apprezzamenti molto espliciti alle parti intime delle femmine presenti…..decisamente condivisi dall’aspirante suicida !

Paura costante e sempre presente.
Razionalmente questo avviene ma poi, quando sei sull’aereo non sei più cosi tanto razionale e ad un certo punto infatti senza che quasi me ne sia reso conto , mi trovo già li, in mezzo ad una luce azzurra, accecante, sopra le nuvole, molto sopra le nuvole e mi accorgo che la paura di prima é diventata una specie di “solletico” , una voglia irresistibile, un bisogno di farlo, una mania, non capisco bene che sta succedendo e non mi importa nemmeno più di tanto capire in quel momento…..o forse non è poi tutta sta poesia perché è solo l’istinto di sopravvivenza che ti fa credere di avere più speranza nel buttarti nel vuoto con un paracadute , piuttosto che rimanere un istante ancora di più su quel bocchino a motore che ti sta portando in quota….

Guardavo i ragazzi mentre salivamo, sak ogni metro diventava sempre più nero, a 1.500 metri gli occhi non li aveva più ed erano già diventati una fessura , ma non una per occhio come ci si potrebbe immaginare, una sola unica fessura, da orecchio a orecchio …
Era teso come non l’ho mai visto e lo visto farsi piccolissimo ; sembrava sull’orlo di crollare ma credo fosse più facile essere colpiti da un meteorite piuttosto che sentire lui, in quella situazione, dire “ no grazie, bona le, io scendo ”.
Ciccio , al contrario di sak, massiccio e sempre pronto al combattimento, ogni metro che salivamo diventava sempre più bianco. Alla chiamata “ 3 mille ….” lo guardo ed è un cencio in faccia, un vero fantasma ma…. sorridente (??) ….sembrava felice, ma sembrava anche che dovesse vomitarmi in faccia un demone infuocato da un momento all’altro….
Io non lo so come stavo, non mi vedevo in faccia .
So solo che lo stomaco mi era sceso al posto delle scarpe. Mentre salivo mi sono chiesto più di una volta se quello che andavo a fare era quello che volevo veramente . Risposta affermativa , sempre confermata è chiaro…
Tra paura e eccitazione non saprei distinguere adesso cosa ha prevalso e in che momento esatto …..però ricordo che parlavo con Fester e ancor più amabilmente con il killer , e probabilmente era solo un modo per esorcizzare la paura .
Cosa questo stato psicotico abbia comportato sul mio aspetto esteriore, saranno stati gli altri a vederlo

Sak è il primo alla porta ( come voleva, bene )
Io il secondo, ciccio il terzo

L’aereo si ferma, sembra, in realtà si stabilizza smettendo di salire
Siamo in quota.
Si apre il portellone …..e non è che quando il portellone si apre ci vuole un altro quarto d’ora al salto…… SI SALTA, SUBITO, ORA !! CAZZO VAI CI SIAMO !!!
Mentre penso questo , Sak è praticamente già fuori, mentre scendo dalla panca e mi avvicino all’uscita imbragato alla pancia di Fester , intravedo sak che casca come un fuso, un istante , una frazione di secondo e sarà già 200 metri sotto di noi….pazzesco….e già bellissimo !!!!!!

Esce prima il mio serial killer e s’attacca come un geco alla fusoliera dell’ aereo in attesa della nostra uscita…..Lui sta comodo cosi …..
Siamo sulla porta, sak non c’è più , ciccio manco mi ricordo che è sull’aereo dietro di me
“pronti?….OK, dico….nemmeno dice via, fa un segno al Killer e con un mezzo salto che sembra tanto un tentativo di inculaggio….mi spinge fuori ….

Quella spinta ci consente una mezza ( …o intera non lo so, ho perso l’orizzonte…) capriola in uscita … il cielo è al contrario per un istante solo …..ma cazzo, siamo anche a testa in giu !!! Fester ha fatto quello che mi aveva promesso….
I primi due/tre secondi sono da non capirci un cazzo, poi realizzo che sono veramente fuori, che l’aria è diversa, freschissima e ……velocissima…CAZZO, SIAMO UN MISSILE, ED IO STO VOLANDO !!!! Andiamo in posizione
Siamo cosi veloci che il Killer non riesce a raggiungerci…. Noi non abbiamo ancora aperto il drogue. Giunti a terra mi hanno detto che in quel momento abbiamo raggiunto i 350 Km/ora ….una bazza regaz….!!

Mi restano altri 40/50 secondi in cui godo profondamente e intimamente del controllo del corpo nell’aria …
Visti da dentro, l’aria e l’altezza non fanno paura , il vento, la caduta, l’odore , il senso di eccezionale potenza e di eccitazione che vivi fa passare anche le paure più istintive.
Tutto Il corpo che al salto era irrigidito ora è disteso “ appoggiato” su qualcosa che sembra solidamente sostenerti ma che in realtà è fatto di vuoto …. Guardo con la coda dell’occhio a destra, a sinistra , guardo in basso, è tutto cosi vasto, potente, e violentemente affascinante e io mi sto semplicemente sciogliendo nella gioia pura .
Volare, volare veramente, senza macchine , come solo nei sogni si può fare……e l’unica cosa che riesco a pensare e a dire in quel momento, mentre cado, è FANTASTICO….E FANTASTICO…..

Arriva dall’alto il killer che fa un segno, non capisco…non è per me, e allora gli urlo anche a lui “ E’ FANTASTICO “ …come se uno con 9.500 lanci all’attivo non lo sapesse meglio di me …..va be, l’eccitazione ti fa fare e dire poi anche cazzate….

Fester mi prende la testa tra le due mani e me la solleva urlandomi “ Ti Piaceeeeee ?”
E io “ E FANTASTICO …. ho milioni di concetti in testa in quel momento ma l’ unica parola che riesco a pronunciare è …FANTASTICO ….probabilmente se mi avesse detto “ ti sgancio dall’imbragatura e continui da solo senza paracadute fino a terra, va bene ? avrei risposto…..FANTASTICO !!
E lui “ Sei Bravo !! Sorridi che sei bellissimoooo….sei bellissimooooo !!!

Che branco di matti…..che siamo…

Un altro segnale che si fanno i due ….non capisco, ma non importa tanto non è per me neanche questo , io mi sto gustando ogni singolo istante con una consapevolezza che non immaginavo nemmeno di poter avere in quella situazione.
Oggi quei 70 secondi sono come un film del quale ho memoria visiva ed emotiva di ogni singolo fotogramma.

Uno strappo violento e una gigantesca mano che mi prende dall’alto e mi riporta in su, almeno cosi sembra invece è solo il paracadute che si apre e mentre si spiega ci fa rallentare, ma la sensazione è quella di un fortissimo risucchio verso l’alto.
E dopo il rumore leggero di una vela che si spiega , mentre si spegne il sonoro assordante della caduta libera , arriva improvviso e irreale, il silenzio…….
guardo in alto e c’è una luce pazzesca ….
guardo sotto, e li invece c’è il solito mondo che mi aspetta e che mi sta riportando giù….tutto attorno è il silenzio, silenzio puro, assoluto, avvolgente , assordante

Dondolo nell’aria e mi sento potente , mi guardo attorno in quell’immensità e mi accorgo di essere timoroso di “disturbare” qualcosa o qualcuno che sta li da molto prima di me , ed è come se entrando in un negozio di cristalli mi faccessi piccolino per cercare di non rompere niente di tanto delicato.

Fester senza tanti complimenti mi caccia in mano le maniglie per direzionare la vela e mi fa“ GUIDA TU, SI FA COSI “ e tenendomi inizialmente le mani mi insegna il movimento per effettuare le virate .
Da solo, viro a destra, poi a sinistra, “ Bravo, complimenti …..ma la drop ( che è la zona di atterraggio ) sarebbe dall’altra parte, che ne dici se andiamo di la ?? ” ok, ridiamo tranquillamente e viro ancora a destra….facciamo un po’ di “dondolini”, tre spirali destra, sinistra, destra, con Fester che a squarciagola grida tutte le volte ….gira, gira gira gira gira gira ….
Chiedo la quota con una tranquillità che ancora una volta mi stupisce
600 metri circa….tra un po’ si atterra
Passa Sak, vicino a me…. un sak appeso ….:-)
Non distinguo il viso, vedo solo una macchia arancione dentro un alone nero. Arancione è la maglietta nero è sak…. e lo saluto con un urlo , non mi sente, non risponde, probabilmente è solo preso anche lui nel suo sogno.
Però è stato bello vederlo la….vicino a me.
A terra, è bastato uno sguardo tra noi ed è scattato un abbraccio più forte di mille parole

Ciccio invece l’ho perso sull’aero e lo ritroverò solo a terra …..mezzo rotto: Il suo paracadute si è aperto male e dallo strattone dell’apertura ha riportato una serie impressionate di lividi e abrasione attorno alla spalla destra e all’interno coscia….ovviamente neanche un lamento dal Tenente Succi…
Per me se a ciccio gli sparano lui se ne accorge solo se vede del sangue…forse..

E adesso che ho superato un bel limite, ho visto un’altra dimensione
E la dimensione che percepisci guardando una nuvola al contrario, dall’alto in basso, affiancandola, sfiorandola e poi salutandola mentre come un coperchio ti si richiude sopra la testa.
Tutto attorno a te è luce bianca e azzurra , è aria, è profumo di immensità , e ti accorgi a terra che da lassù apprendi una prospettiva del mondo della vita e delle cose terrene, del tutto diversa.

E pieno di gente realmente viva e intimamente felice, lassù

” Tu sei come me, anche se vorresti, non ce la farai mai a scappare ”
“ la forza interiore che apprendi dal poter controllare il tuo corpo e gli elementi naturali nel volo libero, non c’è scuola che possa insegnartela “
Queste cose mi diceva, quando si parlava di noi

Ora ho capito che la sua prospettiva era veramente diversa, e ho capito perché era diversa…e ho capito perché tante, troppe volte non ci siamo ritrovati sulla stessa nuvola: lui volava dentro di se prima ancora di volare fuori, in cielo .
Il cielo era un mezzo, le sue ali uno strumento , il fine lo scopo e il risultato della sua vita è stato che lui era l’uomo più libero che io abbia mai conosciuto in vita mia
Vorrei solo potergli dire, adesso, quanto aveva ragione….

Mentre tu, non hai voluto essere con me, in tutto questo .

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