04 settembre 2006

I'm back

come diceva Michael Jordan al rientro in NBA dopo la parentesi nel baseball dilettantistico.
Solo che sono tornato in ufficio, mica sul parquet tutto lustrini dell'NBA.
Oggi è stata durissima ed i prossimi giorni lo sarà ancora di più.
Si perchè come cazzo si fa a pensare alle valorizzazioni dei travasi, all'invio telematico delle conferme d'ordine per i clienti inglesi, al legame tra lo scadenziario clienti e l'anagrafica articoli per il calcolo della marginalità quando hai ancora negli occhi il colore rossoeverde del Portogallo? L'oceano stamattina suona per qualcun altro, niente sentiero, niente Lei che mi sorride con gli occhi perchè la marea è buona e si può arrivare fino all'ultima spiaggia senza incontrare difficoltà nelle stanze che l'oceano ha scavato nel fianco della montagna.
Non ci sarà nessuna cinna scema a dirmi che non ha capito quel che le ho chiesto anche se tutte le sere prendo sempre le stesse cazzo di cervezinhe (pichenenha por favor).
Nè tantomeno mi aspetta il cucineiro con la bocca storta stile ictus che quando parla sembra che ti prenda per il culo e che alla fine cucina poi quello che vuole lui e non quello che vorresti te.
Non ci sarà il tempo per me, per noi, per i miei pensieri stupidi quotidianamente ingabbiati nel da fare.
Ma altrimenti non ci sarebbe nemmeno la sborrata del venerdì che vai in ferie e l'esaltazione del muso della macchina puntato verso i cazzi tuoi, e fanculo gli altri.

Eccomi si, son tornato.
Adesso ho voglia che sia giovedì e che si cena con i Naraboyz.
Intanto corro a casa dalla mia donna che ha addosso ancora il colore della mia libertà.

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