07 luglio 2005

boom! tutti giù per terra!

Scoppiano i mercati mondiali e saltano per aria le città.

Londra è l’ultimo bersaglio. Che poi sia la città più multi etnica del mondo poco conta.

Mia cugina ha appena telefonato, sta bene. Dice che l’esplosione più devastante è avvenuta ad un km dal suo ufficio.

Dice che sembra di stare in guerra. Le strade sono piene di ambulanze, di militari in assetto di guerriglia, di gente che a piedi cerca di raggiungere la propria casa, la propria normalità.

A me ‘sti islamici che si fanno saltare per aria in mezzo alla gente hanno proprio rotto i maroni.

Lo so che è tremendamente superficiale come affermazione. Ma so anche che non sono laureato in niente, tanto meno in geopolitica.

So anche che difficilmente si arresta la violenza con la morte dei civili.

So anche che il sangue sa di sangue a prescindere da chi sia la vittima e chi il carnefice.

So anche che arrivano tempi bui. Credo che se continua così, una guerra di civiltà sia inevitabile. E di nuovo l’avremo in casa. Ognuno di noi. Nelle nostre strade perché loro adesso sono qui e noi non siamo pronti. Non lo siamo più.

God save the Queen and the fascist regime cantavano i Sex Pistols.

Credo che adesso si accontenterebbero anche solo della metro.

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